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La nostra rubrica mensile di interviste a giovani autori e autrici, uno spazio dedicato alle storie e a chi le scrive.

Carolina Cavalli
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Carolina Cavalli

Carolina Cavalli nasce come sceneggiatrice, ma debutta alla regia nel 2022 con Amanda. Presentato nella sezione Orizzonti Extra della Mostra del Cinema di Venezia, il film si fa subito notare per l’originalità della scrittura e della messa in scena. Carolina è una di quelle autrici capaci di costruire un mondo personale, governato da regole proprie e caratterizzato dalla sagacia, dallo humour e dalla satira che lo attraversano.

Amanda non ha mai avuto amici e desidera più di ogni altra cosa trovarne uno. Quando scopre che da neonata era inseparabile da Rebecca, decide di riconquistarla. In un mondo borghese, assurdo e privo di umanità, la sua energia infantile si trasforma in disfunzione e difficoltà a costruire rapporti autentici.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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ALESSANDRO CELLI
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ALESSANDRO CELLI

Alessandro Celli  è un autore particolare nel panorama del cinema italiano. Ha studiato all’estero e si è formato attraverso i cortometraggi, che gli hanno permesso di farsi notare e di entrare nell’industria. Da lì è arrivato alla televisione, specializzandosi soprattutto in prodotti per ragazzi e giovani adolescenti. Nel 2021 arriva alla sua opera prima: Mondocane, un film di genere apprezzato dalla critica e dagli appassionati. 

Mondocane è un film di genere, potente e coraggioso, capito e apprezzato dalla critica e dagli appassionati, ma forse penalizzato dall’uscita in un momento complicatissimo per il cinema, non solo italiano ma mondiale: quello della pandemia. Nonostante questo, il film è riuscito a costruirsi nel tempo lo status di piccolo cult movie per gli amanti del genere.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Francesco sossai
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Francesco sossai

Francesco Sossai nasce a Feltre, in provincia di Belluno, nel 1989. Durante l’adolescenza inizia a sperimentare con la macchina da presa: imbraccia la videocamera a cassette del padre e si cimenta subito con un lungometraggio, semplicemente perché non sapeva dell'esistenza dei corti. Finiti gli studi di Lingue e Letterature moderne all’Università La Sapienza, vede un film di Béla Tarr e decide che deve assolutamente andare a studiare all'accademia di cinema dove insegna: la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin.

Le città di pianura è il secondo lungometraggio di Francesco Sossai. Il film segue Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni senza soldi e senza una vera meta, che attraversano la provincia veneta inseguendo continuamente “l’ultimo bicchiere”. Durante una delle loro notti incontrano Giulio, un timido studente di architettura, trascinandolo in un viaggio disordinato e malinconico tra bar, strade deserte e paesaggi sospesi. Attraverso questo improbabile trio, Sossai racconta con ironia e tenerezza l’amicizia, il disorientamento e la possibilità di immaginare un futuro diverso.

A cura di Alessio Pierazzi, Matheo Heredia e Davide Procopio
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Beatrice baldacci
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Beatrice baldacci

Beatrice Baldacci Beatrice Baldacci firma nel 2019 il cortometraggio Supereroi senza superpoteri, vincitore del Premio Zavattini: un’opera intima e personale, costruita a partire da materiali di famiglia in VHS, in cui racconta il rapporto con la madre, intrecciando i ricordi d’infanzia al racconto della malattia materna. Nel 2021, a soli 26 anni, realizza il suo film d’esordio, La Tana, sviluppato nell’ambito di Biennale College Cinema. Troverete l’intervista a Beatrice Baldacci nella newsletter di maggio 2026.


La Tana è stato sviluppato nell’ambito di Biennale College Cinema. Giulio ha diciotto anni e vive in campagna con i genitori. Durante un’estate trascorsa tra l’orto, silenzi e giornate tutte uguali, conosce Lia, una ragazza misteriosa che si è trasferita nella vecchia casa di fronte alla sua. Tra i due nasce un amore immerso in una natura apparentemente idilliaca, ma Lia nasconde la vera ragione del suo ritorno: è lì per occuparsi della madre, affetta da una malattia degenerativa. Quando Giulio scopre la verità, quella che sembrava un’infatuazione estiva si trasforma in un legame più profondo e doloroso. 

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Paolo strippoli
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Paolo strippoli

Paolo Strippoli è un regista e sceneggiatore italiano. Dopo essersi formato nel campo del cinema e aver realizzato cortometraggi e serie per il web, si è fatto notare per uno stile che mescola genere e realtà, spesso con elementi horror e sociali. Ha esordito nel lungometraggio con Piove, presentato alla Festa del Cinema di Roma, confermando una forte attenzione per le tensioni contemporanee e i disagi urbani.

Piove è ambientato in una Roma cupa e soffocante, attraversata da una pioggia incessante che sembra influenzare il comportamento delle persone. La storia segue una famiglia segnata da un lutto improvviso: mentre il dolore si insinua nei rapporti tra i membri, la pioggia porta con sé una presenza oscura che amplifica rabbia, frustrazione e impulsi violenti. Il film intreccia dramma familiare e horror, trasformando il malessere emotivo in qualcosa di tangibile e inquietante.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Giacomo Abbruzzese
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Giacomo Abbruzzese

Giacomo Abbruzzese è un regista e sceneggiatore italiano nato a Taranto nel 1983. Dopo aver studiato cinema tra Italia e Francia, si è fatto notare nel panorama internazionale con cortometraggi presentati in festival importanti come Cannes e Locarno. Il suo lavoro è spesso caratterizzato da uno sguardo visivo molto curato e da un interesse per personaggi ai margini e contesti sociali complessi. Nel 2023 ha esordito nel lungometraggio con Disco Boy, presentato alla Berlinale, dove ha vinto l’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico.

Discoboy segue tre personaggi: Aleksei, un giovane bielorusso che si arruola nella Legione Straniera per ottenere la cittadinanza francese; Jomo, rivoluzionario del Delta del Niger in lotta contro lo sfruttamento petrolifero; e Udoka, sua sorella, che sogna di scoprire il mondo oltre il villaggio. Il film esplora speranza, lutto, colpa, tradimento, emancipazione e identità senza ricorrere a spiegazioni didascaliche, lasciando che emergano attraverso i corpi, la musica e le immagini. Racconta una realtà dura e concreta che, nel finale, supera i confini del reale e si apre a una dimensione simbolica e allegorica.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia

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Margherita ferri
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Margherita ferri

Margherita Ferri è una regista e sceneggiatrice italiana. Dopo la formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, si è distinta per un cinema attento ai temi dell’identità, dell’adolescenza e delle trasformazioni personali. Ha esordito nel lungometraggio con Zen sul ghiaccio sottile, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, consolidando uno sguardo delicato e sensibile verso i personaggi più fragili e complessi.

Il Ragazzo Dai Pantaloni Rosa racconta la storia di un adolescente alle prese con il bisogno di essere se stesso in un contesto che fatica ad accettarlo. Attraverso il simbolo dei pantaloni rosa, il film esplora dinamiche di identità, pressione sociale e bullismo, seguendo il percorso emotivo del protagonista tra isolamento, desiderio di appartenenza e ricerca di libertà. È un racconto di formazione che mette al centro la fragilità e il coraggio di affermarsi, anche quando il mondo intorno sembra respingere la diversità.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Valerio Ferrara
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Valerio Ferrara

Valerio Ferrara è nato a Roma nel 1996. Dopo la laurea in Storia dell’Arte e Spettacolo alla Sapienza, si diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia e lavora come assistente di Marco Bellocchio. Nel 2021 il suo cortometraggio “Notte Romana” è in concorso alla Settimana della Critica di Venezia. Nel 2022 con il suo cortometraggio “Il Barbiere complottista” vince il primo premio La Cinef al Festival di Cannes. “Il Complottista” è il suo primo lungometraggio.

Il Complottista  è una commedia che racconta con originalità il fenomeno del cospirazionismo social. Antonio, barbiere della periferia romana, vive intrappolato in una routine che lo ha reso solo e smarrito. Convinto che i propri problemi dipendano da poteri invisibili, cerca nel complottismo un modo per sentirsi visto e ascoltato. Quando un lampione davanti alla bottega comincia a sfarfallare, interpreta il guasto come un messaggio in codice Morse: il nome di una bomba, la Blue 82. Da quel momento, la sua ossessione diventa concreta.

A cura di Alessio Pierazzi e Oliviero Brunetti

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alessandro tonda
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alessandro tonda

Alessandro Tonda  studia scrittura creativa alla Scuola Holden e si laurea in regia cinematografica alla NUCT di Roma. Lavora come aiuto regista per il cinema e la televisione, partecipando a film come Suburra e a serie come Romanzo Criminale e Gomorra. Dopo aver realizzato videoclip e pubblicità, nel 2015 scrive e dirige il cortometraggio The Bookmakers, vincitore del Premio Dino De Laurentiis. Nel 2020 debutta nel lungometraggio con The Shift, presentato alla Festa del Cinema di Roma.

The Shift si apre con un evento traumatico: a Bruxelles, i diciassettenni Eden e Abdel compiono un attentato nella loro scuola. Quando Isabella e Adamo, i due paramedici accorsi sul posto, soccorrono Eden tra i feriti, non immaginano che il ragazzo sia uno degli attentatori e che abbia ancora una bomba addosso. Da questa premessa nasce un thriller tesissimo e claustrofobico, ambientato in gran parte all’interno di un’ambulanza. Ed è proprio questo spazio a diventare il cuore del film: il mezzo che per definizione incarna il soccorso e la salvezza si trasforma all’improvviso in una minaccia, in una bomba pronta a esplodere nel cuore della città.

A cura di Alessio Pierazzi e Oliviero Brunetti

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Roberto de feo
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Roberto de feo

Roberto De Feo nasce a Bari l’8 agosto 1981. Nel 2016 viene selezionato come regista in rappresentanza dell’Italia alla Biennale College Cinema. Tre anni dopo esordisce nel lungometraggio con The Nest (Il nido). Il film suscita l’interesse della critica e del pubblico, in Italia e all’estero, e segna il record come miglior esordio horror italiano al box office nazionale. Per lo stesso film riceve inoltre una candidatura ai Nastri d’Argento 2020 come miglior regista esordiente. Nel 2020 codirige la sua seconda opera, A Classic Horror Story, original Netflix prodotto da Colorado Film.

The Nest  è un thriller horror sulla paura di crescere e sulla necessità di uscire dal nido familiare. Samuel, un ragazzo paraplegico, vive isolato con la madre Elena in una grande tenuta, protetto da regole rigide che trasformano la villa in una prigione dorata. Attraverso il genere, Roberto De Feo racconta un percorso di formazione cupo, in cui l’amore materno diventa controllo e privazione della verità. L’arrivo della giovane Denise rompe questo equilibrio e risveglia in Samuel il desiderio di conoscere il mondo e scegliere il proprio destino.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia

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Niccolò Falsetti
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Niccolò Falsetti

Niccolò Falsetti Niccolò Falsetti lavora dal 2010 come autore e regista, anche all’interno del collettivo ZERØ. Ha diretto videoclip, pubblicità e lavorato come regista di seconda unità con i Manetti bros. per la trilogia di Diabolik e L’ispettore Coliandro. Dal 2005 suona inoltre nei PEGS insieme a Francesco Turbanti, con cui ha scritto il suo primo lungometraggio, Margini

Margini è una commedia punk ambientata nella provincia italiana per eccellenza. Ambientato a Grosseto nel 2008, Margini è una commedia punk sulla provincia italiana e sui limiti imposti a chi desidera qualcosa di più. Edoardo, Iacopo e Michele suonano tra sagre e Feste dell’Unità finché ricevono l’occasione di aprire il concerto dei Defense, storica band punk americana. Quando la data salta, decidono di portare i Defense a Grosseto e il punk internazionale nel cuore della provincia. 

A cura di Alessio Pierazzi e Oliviero Brunetti
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Edgardo Pistone
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Edgardo Pistone

Edgardo Pistone, classe 1990, è nato e cresciuto al Rione Traiano, a Napoli. Laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, è regista, autore, fotografo e sceneggiatore. Nonostante la giovane età, ha già costruito un percorso solido e riconoscibile, legato a uno sguardo profondamente radicato nel territorio e nelle sue contraddizioni. Nel 2015 realizza il cortometraggio Per un’ora d’amore, premiato al Napoli Film Festival come miglior corto autoprodotto. Con il successivo Le mosche conferma il proprio talento, ottenendo importanti riconoscimenti e attirando l’attenzione della critica. Negli ultimi anni ha proseguito il suo percorso fino ad arrivare a Ciao Bambino, opera che segna un passaggio importante nella sua maturazione artistica e conferma la forza del suo cinema: uno sguardo intenso, umano e profondamente legato alla realtà dei margini.

Ciao Bambino è una storia d’amore e il ritratto di una gioventù costretta a pagare gli errori degli adulti. Attilio, diciassettenne del Rione Traiano di Napoli, scopre che il padre, sommerso dai debiti con un boss locale, non è disposto ad assumersi le proprie responsabilità. Per trovare una via d’uscita, il ragazzo si affida a Martinelli, ricettatore e sfruttatore del quartiere, che gli chiede di proteggere Anastasia, una giovane prostituta ucraina. Tra i palazzi popolari e le notti fredde del rione, i due iniziano lentamente a parlarsi, riconoscersi e conoscersi.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia

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Alain Parroni
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Alain Parroni

Alain Parroni nasce nel 1992 nella campagna romana e si forma tra grafica, fotografia e cinema d’animazione. Nel 2017 si fa notare con il cortometraggio Adavede, presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia e premiato in diversi festival. Dopo aver sviluppato il suo primo lungometraggio al TorinoFilmLab, nel 2023 presenta Una sterminata domenica nella sezione Orizzonti di Venezia. Il film, coprodotto anche da Road Movies di Wim Wenders, vince il Premio Speciale della Giuria e il Premio FIPRESCI. Nello stesso anno Parroni ottiene anche il Premio Solinas Experimenta Serie con The Chill House. Parallelamente lavora come fotografo.

Una sterminata domenica è un film originale e ambizioso, che ha la forza di puntare in alto e di abbracciare il rischio come parte integrante del proprio slancio creativo. Pur muovendosi dentro una realtà che il cinema ha già raccontato altre volte, Alain Parroni riesce a trovare una voce personale e riconoscibile soprattutto attraverso lo stile e il linguaggio cinematografico che sceglie. Al centro del film ci sono tre amici, Brenda, Alex e Kevin, giovani sospesi in una periferia in cui il tempo sembra dilatarsi. Quando Brenda scopre di aspettare un bambino da Alex, i tre si ritrovano improvvisamente a fare i conti con una responsabilità più grande di loro.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Sara Petraglia
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Sara Petraglia

Sara Petraglia è una regista e sceneggiatrice italiana. Con il suo primo lungometraggio, L’albero (2024), presentato alla Festa del Cinema di Roma, si impone come una voce sensibile e originale del nuovo cinema italiano. Il suo sguardo si concentra sulle relazioni intime, sulle fragilità emotive e sulle identità giovanili, restituendole con delicatezza, intensità e una forte sensibilità poetica.

L’albero è un film intimo e profondamente personale, nato da un’urgenza autobiografica e da un gesto di scrittura istintivo. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e interpretato da Tecla Insolia e Carlotta Gamba, il film racconta una storia d’amore e di dipendenza con uno sguardo insieme fragile, febbrile e pieno di tenerezza.

A cura di Bianca Giardina

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Giulia Grandinetti
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Giulia Grandinetti

Giulia Grandinetti è una regista, sceneggiatrice e attrice italiana nata nelle Marche nel 1989. Dopo una formazione iniziale nella danza, si trasferisce a Roma, dove studia recitazione e si laurea in Lettere e Filosofia – Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università Roma Tre. Negli anni sviluppa un percorso autoriale personale, muovendosi tra cinema, performance e ricerca visiva. Dopo l’esordio nel lungometraggio indipendente con Alice and the Land that Wonders, firma diversi cortometraggi, tra cui Tria – del sentimento del tradire, presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti. Nel 2024 realizza Majonezë, premiato ad Alice nella Città e successivamente candidato ai David di Donatello 2025 come miglior cortometraggio, confermando il suo nome tra quelli più interessanti del nuovo cinema italiano.

Majonezë è un cortometraggio intenso che trasforma una storia di oppressione familiare in un racconto di ribellione. Ambientato a Ersekë, in Albania, segue Elyria, una ragazza sottomessa alle regole del padre ma animata da un crescente desiderio di libertà. Giulia Grandinetti unisce rigore formale e tensione emotiva per raccontare la violenza patriarcale dal punto di vista della protagonista. Ne nasce un film intimo, politico e profondamente cinematografico, premiato da un importante percorso festivaliero fino alla candidatura ai David.

A cura di Alessio Pierazzi, Oliviero Brunetti e Mattia Guzzi

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VALERIO VESTOSO
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VALERIO VESTOSO

Valerio Vestoso, regista e sceneggiatore nato nel 1987, si è avvicinato al cinema da autodidatta, sperimentando fin da giovanissimo con il montaggio e la regia. Nel tempo ha costruito un percorso personale e originale, mosso da uno sguardo curioso e libero, capace di attraversare forme e linguaggi diversi. Lo abbiamo intervistato in occasione di Essere Gigione, documentario che racconta con sincerità e senza filtri Luigi Ciavarola, in arte Gigione, e il mondo umano, culturale e popolare che gli ruota attorno.

Essere Gigione è un documentario che offre uno spaccato autentico dell’Italia popolare attraverso la figura di Luigi Ciavarola, in arte Gigione, iconico cantante delle feste di piazza. Valerio Vestoso si immerge nella sua dimensione on the road e nel suo tour, restituendo con sguardo genuino una realtà italiana spesso sminuita o osservata con superficialità. Ma il film non si limita a raccontare un personaggio: il suo vero interesse sta anche nel mondo che gli ruota attorno. Il pubblico, le sagre, i locali di provincia, quei luoghi in cui la musica dal vivo continua a essere un rituale collettivo.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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Antonio Pisu
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Antonio Pisu

Antonio Pisu è un regista, sceneggiatore e attore italiano nato nel 1984. Dopo l’inizio nel teatro, approda al cinema come interprete, lavorando anche con registi come Pupi Avati e Carlo Lizzani, per poi dedicarsi con sempre maggiore continuità alla scrittura e alla regia. Con il suo primo lungometraggio, Nobili bugie (2017), si mette in evidenza nel panorama indipendente italiano; in seguito firma Est – Dittatura Last Minute (2020) e Nina dei lupi (2023). Nel 2025 torna al cinema con Tornando a Est, sequel che riprende il viaggio dei suoi personaggi dentro un’Europa ancora segnata da passaggi storici, fratture e contraddizioni.

Est – Dittatura Last Minute è un film on the road ambientato nella Romania degli anni Ottanta. Ispirato a una storia vera, il film segue tre amici di Cesena che, alla vigilia della caduta del blocco sovietico, si mettono in viaggio verso l’Est europeo, trasformando un’avventura improvvisata in un’esperienza di formazione, scoperta e confronto con la Storia. Pisu costruisce così un racconto leggero solo in apparenza, capace di mescolare ironia, nostalgia e tensione politica, facendo del road movie uno strumento per interrogare un’intera generazione e il suo rapporto con la libertà.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia

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Andrea Gatopoulos
Collettivo Incendio . Collettivo Incendio .

Andrea Gatopoulos

Andrea Gatopoulos si avvicina inizialmente al cinema d’autore in modo amatoriale durante gli anni dell’università. In questo periodo fonda, insieme a Marco Crispano, l’associazione studentesca Il Varco. Con il tempo, Il Varco si avvicina sempre più al mondo del cinema e dell’editoria, fino a consolidarsi, a partire dal 2021, come realtà indipendente attiva soprattutto nella produzione di cortometraggi. Oggi Il Varco ha realizzato 31 cortometraggi e 4 lungometraggi, presentati anche in festival prestigiosi come Venezia, Cannes e Locarno. Alla base del progetto c’è una visione precisa: costruire un cinema libero, svincolato dalle istituzioni, vicino a una dimensione artigianale e alle forme più originarie dell’arte, come la pittura.

A Stranger Quest è un documentario che racconta David Rumsey, uomo che ha dedicato gli ultimi trent’anni della propria vita a collezionare e digitalizzare mappe storiche — circa 170 mila — trasformando questa impresa in quello che lui stesso definisce un “poema visivo”. Attraverso il ritratto di Rumsey, il film esplora il rapporto tra uomo e macchina, tra spazio, memoria ed esistenza. Allo stesso tempo, interroga il significato dell’eredità nell’epoca della digitalizzazione, riflettendo su ciò che scegliamo di conservare, trasmettere e reinventare attraverso la tecnologia.

A cura di Alessio Pierazzi e Matheo Heredia
Revisione del testo a cura di Alessia Volpicelli

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